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Magistrati tributari, par condicio e indipendenza dal MEF -

Par condicio per i magistrati tributari che non vogliono recitare il ruolo di magistrati di serie B rispetto a quelli ordinari, amministrativi, contabili e militari. Ora che il primo concorso ha immesso in ruolo 173 nuove toghe alle prese con il tirocinio nelle Corti di giustizia e il secondo è ai nastri di partenza (il bando resterà aperto fino al 6 agosto ed entro il mese di settembre sarà nominata la commissione di concorso, si veda ItaliaOggi dell’8 luglio), il decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 23 maggio) rappresenta un’occasione da non sprecare per disegnare uno status della nuova magistratura tributaria che sia indipendente, imparziale e in grado di funzionare con efficienza.

 

Un’esigenza che, stando a quanto emerso dalle audizioni di ieri dinanzi alle commissioni riunite giustizia e finanze della Camera, mette d’accordo tutti: magistrati, avvocati tributaristi e organo di autogoverno, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, per il quale la presidente Carolina Lussana ha chiesto al Parlamento un rafforzamento in termini di personale e risorse, in modo da realizzare una maggiore indipendenza dal Mef, come chiesto in audizione anche dall’Uncat (Unione nazionale delle camere degli avvocati tributaristi).

 

 

“Abbiamo dipendenti che dipendono non dalla struttura del Consiglio di presidenza ma dal dipartimento giustizia tributaria del Mef, non abbiamo una figura dirigenziale di prima fascia, mentre il dipartimento ne ha tre, non abbiamo al nostro interno un ufficio studi e informatico, non abbiamo autonomia finanziaria”, ha denunciato Lussana che ha chiesto al Parlamento risorse “non solo a tutela dei nostri magistrati, ma a tutela dei cittadini contribuenti”.

 

 

Per la presidente del Cpgt la creazione del Dipartimento della giustizia tributaria presso il Mef non risolve il persistente problema dell’indipendenza e della terzietà della magistratura tributaria dovuto principalmente all’inquadramento della magistratura professionale all’interno del ministero dell’economia e delle finanze. “L’indipendenza deve essere effettiva, ma anche chiaramente percepibile, perché nel processo tributario una delle parti esprime il potere impositivo pubblico e la terzietà del giudice e l’autorevolezza dell’autogoverno devono risultare visibili nell’assetto delle regole e nella chiarezza dei ruoli”, ha spiegato.

 

 

Un tema, quello dell’indipendenza dal Mef, ritenuto cruciale anche dagli avvocati tributaristi. “Serve un’organizzazione coerente con quella di una vera giurisdizione”, ha osservato il presidente di Uncat, Gianni Di Matteo. “Chi giudica le controversie tra cittadini e amministrazione finanziaria deve essere, e apparire, pienamente indipendente da entrambe le parti”. In questa direzione vanno le proposte di impedire che un magistrato transitato dagli organici dell’Agenzia delle Entrate giudichi, senza un congruo periodo di incompatibilità, le controversie del proprio precedente ufficio. Inoltre secondo Uncat va ridotto il ruolo gestionale del Ministero dell’economia, attribuendo ai presidenti delle Corti un effettivo potere di organizzazione degli uffici.

 

 

Per l’Uncat lo schema di decreto non impedisce che un ex funzionario venga assegnato alla Corte competente sulle controversie del medesimo ufficio presso il quale ha lavorato fino a poco tempo prima. E un giudice potrebbe trovarsi a decidere cause nelle quali operano suoi ex colleghi, relative a prassi amministrative che conosce dall’interno o ad atti alla cui formazione potrebbe avere partecipato. “Non basta che il giudice sia imparziale: deve esserlo anche agli occhi del contribuente”, ha concluso Di Matteo.

 

La presidente Lussana, nell’esprimere una valutazione complessivamente favorevole allo schema di decreto legislativo, ha sottoposto all’esame delle commissioni alcune proposte di integrazione. A cominciare dalle decadenze automatiche in caso di condanne per delitti comuni non colposi. Per il Cpgt appare necessario escludere qualsiasi automatismo e rimettere alla valutazione del consiglio la scelta della sanzione da comminare. E anche la disciplina delle incompatibilità territoriali va, secondo Lussana, attenuata mediante l’introduzione di una valutazione di incompatibilità in concreto rimessa al consiglio analogamente a quanto previsto per la magistratura ordinaria.

 

 

Ai magistrati tributari vanno poi estese le norme e gli istituti applicabili all’ordinamento delle altre magistrature in materia di accesso ai concorsi di secondo grado, come ad esempio referendario Tar, consigliere di Stato, avvocatura dello Stato, referendario Corte dei Conti, incarichi di revisione contabile, iscrizione all’albo degli avvocati e a quello dei dottori commercialisti. Senza dimenticare l’esigenza di estendere anche le misure in materia di porto d’armi e tesserino di riconoscimento.

 

Lussana ha infine difeso la norma che prevede un punteggio aggiuntivo nei concorsi per chi ha svolto funzioni nel Mef. “Per cambiarla”, ha spiegato, “bisogna intervenire per via legislativa, però se non ci fosse sarebbe una norma distonica rispetto a tutte le altre norme concorsuali, perché in ogni procedura concorsuale è previsto un punteggio aggiuntivo se si è svolta una precedente funzione nella pubblica amministrazione”.

Francesco Cerisano

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Giustizia tributaria, Pres. Carolina Lussana: "Completare la riforma per una giurisdizione autonoma, indipendente e pienamente riconosciuta" -


“Il completamento dell’assetto ordinamentale della giustizia tributaria è oggi la priorità centrale: alla pari dignità della funzione giurisdizionale devono corrispondere garanzie, prerogative e uno status coerenti con quelli delle altre magistrature dello Stato”. Lo ha dichiarato Carolina Lussana, Presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, intervenuta in audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria. Presente anche il Consigliere Raffaele Tuccillo, componente del Comitato di Presidenza.

 

“Esprimiamo apprezzamento per il percorso seguito dal Governo nell’attuazione della delega della legge n. 111 del 2023. Questo metodo ha riconosciuto il ruolo del Consiglio di presidenza quale principale interlocutore istituzionale. La giustizia tributaria – ha sottolineato Lussana – non è una giurisdizione minore, ma il luogo nel quale si misura uno dei rapporti più delicati tra cittadino e Stato, garantendo l’equilibrio tra l’interesse pubblico alla riscossione delle entrate e la tutela dei diritti del contribuente. Secondo la Consulta la riforma è volta ‘a realizzare nel nostro ordinamento una giurisdizione che si affianca a quella ordinaria, amministrativa, contabile e militare'. Da queste parole ne discende che alla pari dignità della funzione giurisdizionale deve corrispondere la pari solidità delle garanzie ordinamentali.

 

Per la Presidente: “La riforma introdotta dalla legge n. 130 del 2022 ha segnato un passaggio ordinamentale irreversibile. Ora occorre completare questo percorso, rafforzando autonomia, indipendenza e autogoverno della giurisdizione tributaria e superando le disparità ancora esistenti rispetto alle altre magistrature professionali.

All’interno del processo tributario, nel quale una delle parti rappresenta il potere impositivo pubblico, la terzietà del giudice e l’autorevolezza dell’autogoverno devono essere pienamente visibili nell’assetto delle regole e nella chiarezza dei ruoli.

 

Per questo - ha affermato Lussana - è necessario rafforzare il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria attraverso strumenti organizzativi e funzionali adeguati, a partire da un ruolo autonomo del personale, da una struttura dirigenziale coerente e dall’istituzione di un ufficio studi e di un servizio informatico interno”.

 

“Sullo schema di decreto legislativo il Consiglio esprime una valutazione complessivamente favorevole, sottoponendo alcune proposte di integrazione, tra cui il superamento di automatismi in materia disciplinare, una revisione del regime delle incompatibilità territoriali e l’estensione ai magistrati tributari di istituti e prerogative già riconosciuti alle altre magistrature.

 

Pari dignità, garanzie equivalenti, specializzazione e autogoverno effettivo - ha concluso Lussana - sono i principi guida per completare la riforma della giustizia tributaria e rafforzarne il ruolo nel sistema istituzionale”. 

 

 

Video audizione Camera dei Deputati

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La Presidente Lussana all'Università degli Studi di Bergamo -

La Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, On. Carolina Lussana, è intervenuta oggi all’apertura del convegno “Temi e questioni recenti del diritto e della giustizia tributaria, anche in una prospettiva internazionale”, promosso dall’Università degli Studi di Bergamo.

 

Nel suo intervento, la Presidente ha richiamato le trasformazioni con cui il diritto tributario è chiamato a confrontarsi: globalizzazione dei mercati, digitalizzazione dell’economia, crescente integrazione europea e nuove forme di organizzazione delle attività economiche.

 

In questo scenario, il diritto tributario va oltre la dimensione tecnica e contribuisce a realizzare il patto di solidarietà tra cittadini e istituzioni. Poiché incide su cittadini e imprese, richiede regole chiare, amministrazioni efficienti e una giurisdizione capace di assicurare imparzialità, competenza e tutela effettiva dei diritti.

 

La Presidente ha sottolineato il ruolo delle Corti di giustizia tributaria quali presidio dello Stato di diritto e luogo nel quale si compone il delicato equilibrio tra interesse fiscale e garanzie del contribuente.

 

Particolare attenzione è stata dedicata alla riforma introdotta dalla legge n. 130 del 2022 e alla professionalizzazione della magistratura tributaria, passaggio storico volto a rafforzare autonomia, indipendenza, terzietà e specializzazione.

 

«Investire sulla preparazione e sulla specializzazione significa investire su qualità delle decisioni, prevedibilità degli orientamenti giurisprudenziali e tutela effettiva dei diritti».

 

Alla prima sessione, dedicata al diritto tributario internazionale ed europeo, ha preso parte anche il Consigliere Cosimo Ferri, Presidente della Commissione Status del CPGT, che ne ha presieduto e moderato i lavori.

 

La Presidente ha infine evidenziato il valore del dialogo tra Università, magistratura, professioni e istituzioni, e l’importanza della formazione continua e dell’innovazione tecnologica, per una giustizia tributaria sempre più autorevole, efficiente e vicina ai cittadini.

 

📌 Bergamo - Università degli Studi di Bergamo - 26 giugno 2026

 

#CPGT #GiustiziaTributaria #DirittoTributario

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La Presidente Carolina Lussana al convegno sulla fiscalità degli enti religiosi -

La Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, On. Carolina Lussana, ha partecipato oggi, presso la Pontificia Università Antonianum di Roma, al convegno di studi “Nuovi orizzonti in tema di disciplina e fiscalità degli enti religiosi”, promosso nell’ambito del progetto di ricerca CARET – Costituzione, Autonomia Religiosa ed Equità Tributaria.  

 

 

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle confessioni religiose per approfondire il delicato rapporto tra libertà religiosa, autonomia confessionale, solidarietà sociale, capacità contributiva, tutela della concorrenza e diritto dell’Unione europea.

 

 

Nel suo intervento, la Presidente Lussana ha evidenziato come la fiscalità degli enti religiosi non possa essere considerata né un ambito di privilegio né un settore sottratto alle regole comuni. Essa richiede, invece, un approccio costituzionalmente orientato, capace di riconoscere la specificità delle finalità religiose, assistenziali, educative e solidaristiche, garantendo al tempo stesso equità tributaria e corretta concorrenza.

 

 

Particolare attenzione è stata dedicata al concetto di non commercialità, che deve essere valutato non soltanto sulla base della natura formale dell’ente, ma attraverso l’analisi sostanziale delle attività concretamente svolte, delle finalità perseguite e dell’eventuale operatività secondo logiche di mercato.

 

 

La Presidente ha quindi richiamato il ruolo centrale della giurisdizione tributaria, chiamata a interpretare la norma fiscale alla luce dei principi costituzionali e sovranazionali, garantendo certezza del diritto, tutela delle libertà fondamentali, corretto funzionamento del mercato e, soprattutto, pieno riconoscimento del principio costituzionale di solidarietà.

 

In tale prospettiva, la professionalizzazione della magistratura tributaria rappresenta un investimento sulla qualità delle decisioni, sulla specializzazione dei giudici e sulla capacità della giurisdizione di affrontare questioni sempre più complesse, nelle quali si intrecciano fiscalità, libertà costituzionali, Terzo settore e diritto europeo.

 

 

 

Roma - Pontificia Università Antonianum - 23 giugno 2026

 

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Giustizia tributaria, Lussana: "Competitivita' e certezza del diritto passano da una giurisdizione credibile" -

La Presidente del CPGT, On. Carolina Lussana, ha partecipato al convegno “Fiscalità, competitività e certezza del diritto: nuovi equilibri tra contribuenti, amministrazione e professioni”.

 

Durante la tavola rotonda “Dialogo sul futuro della giustizia tributaria”, la Presidente si è confrontata con Fiorenzo Sirianni, Edoardo Cilenti, Enrico Manzon, e il Vicepresidente della Corte costituzionale Luca Antonini. 

 

Nel suo intervento, la Presidente ha evidenziato come la giustizia tributaria rappresenti un pilastro della legalità economica e un’infrastruttura essenziale per competitività e affidabilità del sistema Paese. Investitori, imprese e cittadini hanno bisogno di norme chiare, procedure semplici e di un rapporto Fisco-contribuente fondato sulla leale collaborazione.

 

 

La Presidente ha dichiarato «non esiste competitività senza certezza del diritto. Non esiste certezza del diritto senza una giurisdizione credibile». 

 

Ha richiamato poi la portata della riforma ordinamentale che ha introdotto la magistratura tributaria professionale, passaggio decisivo per la costruzione di una magistratura a tempo pieno, specializzata e dotata di garanzie di autonomia e indipendenza.

 

In tale percorso, il CPGT è chiamato a investire sulla formazione continua di una magistratura terza e imparziale, capace di applicare i principi costituzionali di capacità contributiva, proporzionalità e solidarietà e di promuovere la cultura di un Fisco «né amico né nemico, ma semplicemente giusto».

 

 

Tra le altre sfide affrontate: la diffusione di buone prassi e di orientamenti giurisprudenziali comuni, il rafforzamento del dialogo con la Corte di cassazione e la Corte costituzionale, la digitalizzazione, la definizione di regole chiare per l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale e la futura revisione della geografia giudiziaria.

 

«La sfida – ha dichiarato la Presidente in conclusione – è costruire una giustizia tributaria sempre più indipendente, autorevole, specializzata e costituzionalmente orientata, capace di trasformare il conflitto in equilibrio, l’incertezza in affidamento e la decisione in garanzia».

 

 

Roma - Camera dei deputati – 22 giugno 2026

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